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19 maggio 2018 Assemblea Partito Democratico

Ieri a Roma all’Assemblea del Partito Democratico  è stata  una brutta giornata . Mi sono sentita inutile e presa in giro. Ma cercherò di raccontare perchè. L’inizio dell’Assemblea era previsto per le 10.00, eravamo in tanti davvero da differenti parti d’Italia. La sala era piena ,la discussione inizia tardi, circa due ore dopo. Si stava cercando di raggiungere un’ accordo,una sintesi tra le diverse posizioni. Verso le ore12 Matteo Orfini il presidente inizia l’Assemblea e propone un cambio dell’ordine del giorno ( che era la presa d’atto delle dimissioni irrevocabili del segretario Matteo Renzi)  Propone come nuovo odg  la discussione sulla situazione attuale, la sconfitta. Resto sorpresa, dopo ore di discussione questo è il compromesso a cui è arrivata la presidenza all’unanimità.  La presidenza esprime tutte le correnti e le anime del partito, se propongono quell’ odg è forse il migliore compromesso? Voto favorevole anche se resto perplessa, perplessa perchè l’Assembla è stata convocata già una volta e annullata . Dopo la sconfitta non c’è ancora stato un momento di confronto collegiale  e quando c’è occasione in sostanza decidi di non decidere . Un partito che non decide é morto. Nonostante queste perplessità voto favorevole. L’atmosfera è concitata, i miei compagni votano differente: alcuni si astengono ,altri votano contrario, altri  favorevole. Si contano le tessere. Fischi, urla e poi passa il cambio di ordine del giorno quindi le dimissioni di Renzi non vengono ratificate , Martina resta reggente e non viene neanche stabilita una data del congresso e delle primarie . Insomma per il timore di spaccare il partito non si decide niente. Almeno si discute e seguono differenti interventi. Martina  fa un bel  intervento, critico su molti aspetti come è giusto che sia dopo la sconfitta elettorale però penso che forse avrebbe potuto anche parlare Renzi perchè era lui il leader il segretario uscente o no al posto di andare da Fazio in tv ? Non era semplice far parlare Renzi, fargli ammettere gli erroi commessi, votare le date del congresso , definire un segretario di transizione che poteva anche essere Martina? Sarò un anima semplice ma tutti questi riti, posticipi di decisioni faccio fatica a capirli. Martina non fa un brutto discorso ma la sala è distratta , sta ancora pensando a cosa ha votato ed al fatto che ha deciso di non decidere, alcuni delusi decisono di andarsene .

Intervengono  tanti tra cui Toia,  Ascani, Cuperlo, Fassino ,poi Orlando per me incomprensibile quando dice che dobbiamo chiudere con “..questa sinistra  che per 30 anni  si è limitata ad aggiustare gli effetti della globalizzazione ” con questa dichiarazione  dove vuole andare ? ma sopratutto a che sinistra si riferisce ?

Resto fino alla fine comunque e voto favorevole alla relazione di Martina perchè voglio dargli la forza di condurre il partito in questa difficile fase.

Quello che conta ora  è andare aldilà degli egocentrismi e dei piccoli interessi personali , bisogna  superare la sconfitta . Fissare la data del congresso e discutere. Stop. E sopratutto prepararsi ad un’ opposizione se sarà necessario.

Nelle avversità e nella sconfitta spesso si litiga, è più facile stare uniti quando si vince . Spesso é così. Come nelle storie d’amore quando si capisce che qualcosa sta andando male, ti assale la nostalgia dei momenti passati , ti senti immobilizzato non riesci ad affrontare le difficoltà , non hai il coraggio. Poi  ad un certo punto capisci che devi parlare, devi affrontare la realtà anche se fa male, in qualsiasi condizione  ma occorre chiarirsi  bisogna parlare , non si può perdere tempo. Sta accadendo lo stesso al nostro partito che non può e non deve stare fermo.

Quello che trovo assurdo è che in questi moment di crisi del partito ci sia una grande differenza tra un momento come l’assemblea in cui la calsse dirigente sembra ripiegata su se stessa nelle decisioni e invece la dinamicità delle comunità locali che sono più vive che mai.

Dopo la sconfitta a milano i circoli si sono riempiti  di persone che volevano confrontarsi capire , molti da noi al circolo  hanno chiesto la tessera , altri chiedono e si informano molti non ci capiscono, perchè sembra che continuamo a litigare…

Mentre torno in treno leggosulle chat i  messaggi  dei compagni,  poi penso che é davvero  iniziata una fase nuova. Ora siamo nel deserto . Oasi non le vedo per ora, il percorso é accidentato. Spero però che troveremo una bussola e nelle lunghi notte stellate troveremo l’orientamento . Spero quindi che non ci divideremo , riusciremo a fare una sintesi delle nostre differenti anime perchè credo fortemente che siano più le cose che ci accomunano che quelle che ci dividono.

Del discorso di Martina mi è piaciuto il pezzo in cui dice che quello che ciò che ci definisce è l’articolo 3  della costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale  e sono eguali davanti alla legge  senza distinzione di sesso di razza, di lingua  di religione , di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali ”

Questa può essere una buona base per ripartire, una stella che illumina il nostro cammino in questa lunga traversata nel deserto …

Buona notte ..

 

 

2 thoughts on “19 maggio 2018 Assemblea Partito Democratico

  1. Pingback: 19 maggio 2018 Assemblea Partito Democratico | Circolo Pd Fratelli Cervi – Milano7

  2. Sandro Ferrai

    io mi convinco ogni giorno sempre di più che non abbiamo molte scelte e speranze di far rinascere il PD
    Dobbiamo costruire finalmente una forza politica moderna, progressista, riformatrice senza zavorre e ripensamenti nevrotici, continui ed esasperanti di chi guarda al passato e si sente erede di una gloriosa sinistra che non esiste più e non ha motivo e possibilità di rinascere

    ora abbiamo un governo che avrà grosse difficoltà, ma comunque inferiori all’opposizione, sia nostra che di Forza Italia, che dobbiamo assolutamente evitare una votazione a breve, rafforzarci ed essere pronti alla caduta ingloriosa di questo governo che non sarà a breve, ma fragorosa
    noi dobbiamo o eliminare ed espellere gli oppositori o lasciarli alla deriva
    Strano negli ultimi 62 anni non ho mai preso in considerazione di lasciare il partito anche se non condividevo tante cose.
    dimostrazione che sono guarito dal centralismo democratico

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