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BIBLIOCABINA :  spazi e partecipazione

 Oggi vi parlo delll’idea della Bibliocabina In tante città del mondo si diffondo nuove forme di uso degli spazi urbani da parte dei cittadini che si riappropriano di angoli dimenticati e degradati in diversi modi .  Vengono pitturate panchine con decorazioni, si piantano fiori e cespugli  come veri atti di guerriglia gardening dove ci sono macchine in divieto di sosta, si verniciano sulle strade  delle finte piste ciclabili , e a volte si  allestiscono  anche cabine telefoniche dismesse e si  trasformano in mini biblioteche del quartiere.

Come spesso succede i cittadini anticipano la politica e a Baggio alcune settimane fa è stata attrezzata la prima biblio-cabina. Non a caso succede a Baggio….A Baggio  dove  come sappiamo ci sono fragilità e problemi da affrontare ma dove  l’energia e la creatività dei residenti ha la meglio e spiazza con bellissime  proposte e azioni concrete per migliorare la vita.

Quasi contemporaneamente il giorno prima io e un altro consigliere comunale Alessandro Giungi abbiamo depositato  un ordine del giorno in cui  chiedevamo  all’amministrazione di  :

  • ripensare per le cabine telefoniche in uso funzioni più avanzate con delle vere postazioni digitali con tanto di touch screen per accedere gratis ad una connessione in fibra ottica, telefonare.
  • riusare le cabine telefoniche come vere proprie punti libri e bibliocabine  , punti dove poter  installare un angolo di libri , book crossing
  • stimolare la socialità e l’aggregazione attraverso la cultura

Possiamo davvero realizzare le bibliocabine a Milano?

Forse può sembrare molto semplice   allestire una cabina , è sufficiente allestirelo spazio con alcuni scaffali e cartelli informativi e libri. In verità il processo è  più complesso e sarà nostra cura provarci a  realizzare la prima vera bibliocabina  nel rispetto delle regole e col supporto dei cittadini ovviamente. Dunque  gli attori in  gioco sono diversi  : il Comune, l’operatore di telefonia TELECOM  , l’ AGCOM ovvero l’autorità per le garanzie delle telecomunicazione e infine i veri protagonisti i cittadini.

Nel momento in cui una cabina rientra nel piano di smantellamento e  viene decreta in disuso per legge occorre collocare una comunicazione in cui si informa che  verrà rimossa, da quel momento il cittadino  e il Comune stesso hanno la possibilità di richiedere che venga lasciata.

Ma di quante cabine stiamo parlando?

A Milano attualmente esistono circa  circa 700 cabine, in questi anni sono andate diminuendo ( se pensiamo che al 2015 erano 2.000, su spinta di una delibera dell’Agcom (delibera del 2011 “Revisione dei criteri di distribuzione sul territorio nazionale delle postazioni telefoniche pubbliche nell’ambito del servizio universale”) che prevede in sostanza un piano di smantellamento dei telefoni pubblici, salvo casi in cui abbiano una funzione sociale particolare. Come negli ospedali, ad esempio, nelle stazioni, nelle metropolitane, in alcune scuole.

Come possiamo procedere?

Per mettere in atto  la nostra mozione è indispensabile la collaborazione dei cittadini delle cittadine e per fare questo abbiamo un nuovo strumento:  i patti di collaborazione introdotti dall’assesorato alla Partecipazione presieduto dall’assessore Lipparini.

I patti permettono di  gestire spazi, vie e potremmo applicarli anche alle cabine . Per prima cosa è necessario individuare le   cabine  che vogliamo adottare e trasformare poi si procede con la formalizzazione dell’accordo , ed  il Comune potrebbe porsi in dialogo con Telecom .  Le cabine diventano di patrimonio del Comune ma verranno  gestite da cittadini singoli , da associazioni o comitati con il patto di collaborazione. I patti di collaborazione sono degli strumenti semplici e diretti per favorire la collaborazione tra cittadini e amministrazione. I  cittadini che  firmeranno il patto si prenderanno cura della cabina, provvederanno alla pulizia, al riordino e al mantenimento e ovviamente alla fornitura di libri.

E ora ? Lancio un appello. Chi fosse interessato  al progetto mi scriva e mi contatti in maniera che una  volta raccolte le disponibilità risulti più facile procedere  all’interno delle percorso che abbiamo ipotizzato.

La partecipazione viva alla vita del territorio ci racconta come la città si  trasforma ogni giorno e come soprattutto gli spazi comuni stanno iniziando a venire  percepiti come beni davvero di tutti.

Questo credo sia un passaggio fondamentale  perché cittadinanza è anche la precisa volontà di migliorare quello che circonda, anche la cabina telefonica in disuso sotto casa. Quindi penso sia davvero importante  intraprendere questi percorsi  che instaurano  un dialogo di fiducia e  corresponsabilità tra cittadini e amministratori  perché la casa è di tutti ..( forse a questo punto sarebbe più corretto  dire la cabina è di tutti).

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