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La Milano che verrà/ parte1

In questa sera di fine luglio sto ripensando che è trascorso ormai un anno dall’inizio della mia esperienza in Consiglio Comunale. Se penso a come si sta sviluppando la mia esperienza , penso a come sia cresciuta dentro di me la consapevolezza di avere la possibilità di partecipare  attivamente ad un discussione collettiva sul futuro della città.

Come sarà la Milano che verrà? Non lo sappiamo ancora ma è vero che la Milano del futuro è già ora. La Milano che verrà la stiamo costruendo oggi anche col lavoro in Consiglio Comunale attraverso la ratifica dell’accordo sugli scali ferroviari, con l’approvazione  del piano di mobilità sostenibile, ma anche rilanciando il progetto di riapertura dei Navigli , tutti grandi progetti di rigenerazione urbana.

Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si parla.

Il 13 luglio in Consiglio Comunale  ratifichiamo l’Accordo di Programma sottoscritto tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi. Verde, investimenti per la Circle Line e housing sociale i punti chiave dell’accordo. Dopo decenni di discussioni finalmente siamo riusciti ad avviare un grande piano di rigenerazione urbana che la città aspetta da molto tempo. Verranno sottratti al degrado oltre 1.250.000 mq di aree e soprattutto verranno eliminate le cesure tra centro e periferia. Ma in sostanza cosa prevede l’accordo ? L’accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari a oltre 675mila m², ad aree verdi e spazi pubblici, oltre alla realizzazione di circa 200 mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde.

Allo Scalo Farini nascerà il terzo più esteso della città e a San Cristoforo un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo).L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65. Almeno il 30% (di cui 40% in locazione) del costruito sarà destinato ad housing sociale (23%, compresi circa 370 alloggi a canone sociale) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%), mentre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali. La quota massima prevista per la realizzazione di edilizia residenziale libera è limitata al 38% dell’edificabile. Uno degli elementi innovativi  è aver inserito la possibilità della locazione elemento fondamentale per venire incontro ai bisogni di una città come Milano dove trovare alloggi in affitto a prezzi accessibile è impresa ardua.

La ratifica sugli scali determinerà dei piani di rigenerazione urbana che vedranno necessariamente la partecipazione di pubblico e privato .

Personalmente ritengo che per avere conseguenze positive e ricadute di impatto sulla città di Milano  questi processi di rigenerazione urbana dovranno necessariamente avere una regia pubblica.

Son particolarmente soddisfatta  di aver  contributo all’interno del dibattito consiliare alla  ratifica sull’accordo degli scali ma l’asse strategico più importante sarà l’accompagnamento e la gestione dei progetti di rigenerazione urbana che coinvolgeranno la città in tutte le sue aree, soprattutto periferiche affinché la Milano che verrà sia accessibile e inclusiva a tutti.

 

 

 

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