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Piano freddo 2019

La pioggia degli ultimi giorni non ci   sta dando tregua , per fortuna il freddo pungente  non è ancora iniziato , ma come ogni anno il Comune di Milano ha attivato il Piano freddo.

Se vi capita di vedere in strada una persona in difficoltà  potete rivolgervi al Centralino Unità operativa anti freddo in Stazione Centrale che risponde 24 /24.  Il numero è 02- 884 47647.

Ora ci terrei a raccontarvi un episodio che mi è capitato alcune settimane fa perché legato al tema. Mi capita spesso per ragioni di lavoro di fare tardi alla sera. Venerdì sera di alcune settimane fa non pioveva ma era arrivato il freddo.

Mi   sono ritrovata alle 23 sotto casa, proprio  i fronte dall’altra parte della strada di casa mia vedo un uomo che si accinge a dormire in strada.

Dorme per terra sul cemento, non è attrezzato ha solo una cerata  e indossa delle scarpe da tennis rotte. Mi avvicino , è bianco, giovane , 40 anni magro e due occhi grandi come la fame, una mezza bottiglia di vodka e un rimasuglio di quello che può essere una cena.

Fa freddo, ma non vuole andare a riposarsi al caldo . Lui non parla l’italiano e mi risponde in inglese e allora gli  faccio la medesima domanda in inglese . Mi dice che  preferisce stare al fresco perché nei posti chiusi c’è puzza . Però nei suoi occhi vedo qualcosa di più , credo che abbia bisogno di aiuto. Vista la situazione decido di salire a casa e parlo con mio marito, prepariamo un thé caldo e decidiamo di scendere. Scendiamo e gli andiamo a parlare di nuovo, ha una terribile ferita sulla pancia, forse  si tratta di un’ernia. Capiamo che c’è da chiamare qualcuno ed a bassa voce mi esce la parola ambulanza ,  lui la sente e negli occhi  gli  arriva la paura “ no please no ambulance please i need cigarettes “( no ambulanza non la voglio, mi comprate delle sigarette per favore)  e ci porge 25  euro ..

Purtroppo non fumiamo e non possiamo offrigli nessuna sigaretta,  gli chiediamo di mettere al sicuro  i suoi soldi , gli offriamo il thé che beve, per un’attimo sembra sereno poi riprende a farneticare che non vuole l’ambulanza e che sta bene . Lo salutiamo e a casa senza esitazioni  chiamano l’unità operativa di strada e lo  segnaliamo.

Quella sera non ho preso sonno subito: l’impotenza , la perplessità e il domanda più grande : ho fatto tutto quello che potevo fare?

Poi mi interrogo : come è arrivato su quel pezzo di marciapiede ? cosa gli è successo? come fa una una persona ad arrivare ad dormire in strada così.. solo, ferito, ubriaco..La verità è che non si può proprio obbligare qualcuno a  curarsi, non puoi salvare  qualcuno che non si vuole far salvare .Questa è la lezione più difficile da accettare.

Non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato .

Alla mattina siamo passati e vedere e lui non c’era più , era andato chissà dove .

C’era solo il bicchiere blu dove aveva bevuto il thé caldo che gli avevamo portato.

Forse è vero che non possiamo salvare le persone perché  il dolore la solitudine  non possono venire cancellate ma almeno le possiamo ascoltare..

 

 

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